Osservatorio dei Comuni sul crimine organizzato

Scandiano, l’Unione Tresinario-Secchia apre un laboratorio intercomunale per studiare e analizzare i rischi di infiltrazioni mafiose nella zona ceramica

SCANDIANO. Un osservatorio intercomunale nel distretto ceramico per avere dati e dettagli freschi su temi sentiti e di enorme attualità, in primis il contrasto alla criminalità organizzata. Un nuovo luogo in cui ragionare, partendo da numeri e documenti, sulle forme di illegalità che possono presentarsi nella vita quotidiana e in particolare su quei segnali che spesso possono poi aprire le porte a infiltrazioni di realtà criminali organizzate e ramificate.

La cronaca di questi anni non è certo digiuna di storie al riguardo, e in quest’ottica l’Unione Tresinaro-Secchia ha deciso di avviare un percorso per creare un osservatorio intercomunale che coinvolga Scandiano, Casalgrande, Rubiera, Castellarano, Baiso e Viano. Il progetto dovrà essere sviluppato in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, e al momento è nella fase dello studio di fattibilità per capire tempistiche ed esigenze.

Poche settimane fa l’Unione Tresinaro-Secchia ha deciso di destinare un finanziamento a questa attività e ora iniziano le “manovre” sotto forma di sondaggi telefonici. L’obiettivo è rendere il tutto funzionante già nel 2018.

Il possibile campo di azione dell’osservatorio è ampio. Le azioni proposte sono diverse, la priorità è quella della documentazione, base d’archivio necessaria per poter intercettare eventuali problemi e per garantire controllo e presidio.

Difficile notare anomalie se manca un quadro completo del territorio. Per questo l’osservatorio si pone come obiettivo l’analisi dei dati in possesso alle pubbliche amministrazioni da valutare per arrivare poi a una rilevazione di eventuali situazioni a rischio.

Qualche esempio concreto? Il controllo dei cantieri, delle licenze degli esercizi pubblici e degli appalti, in prima battuta. Ma pure verifiche sulla compravendita di immobili, sulla criminalità economica e ambientale, sugli abusi edilizi come sullo sfruttamento delle dipendenze, a partire da quella dal gioco d’azzardo. Attività banali e quotidiane, che possono rappresentare una base per costruire e consolidare una struttura criminale ben organizzata, sostenuta dalle realtà mafiose molto interessate a questo pezzo di Emilia.

Il lavoro proseguirà poi con il confronto con chi vive il territorio, con particolare attenzione agli esercizi commerciali, da sempre bersagli privilegiati per la criminalità. Lo studio di fattibilità dovrà poi fornire i dettagli su questo progetto di osservatorio, a partire da chi dovrebbe farne parte: enti locali, associazioni di categoria, forze dell’ordine, esperti del settore, volontariato.

Il secondo elemento cruciale è l’elenco dei fenomeni da monitorare in prima battuta, sia “da soli”, sia in confronto con gli osservatori sugli appalti attivi a livello provinciale e regionale. Con queste base l’osservatorio dovrebbe poi essere in grado di produrre strumenti operativi con cui intervenire, delle modalità di intervento con cui segnalare le storture e consentire l’applicazione dei provvedimenti del caso.

Adriano Arati

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