Rapinano una 90enne: quattro arresti

di Carlo Gregori

Si fingono idraulici per portare via gioielli e 5.000 euro. Nei guai una coppia di Rubiera: lui ai domiciliari, lei denunciata

RUBIERA. Fidarsi troppo dell’idraulico che si faceva in quattro per i piccoli lavoretti in casa è costato caro a una novantenne modenese: l’uomo di fiducia, in realtà, aveva capito che in quella casa dove l’anziana abitava da sola si trovava un piccolo tesoro che si poteva portare via e con alcuni complici ha organizzato una trappola. Per alcune circostanze a loro sfavorevoli però non sono riusciti nell’intento e i banditi hanno dovuto fare irruzione in casa e immobilizzare l’anziana portandole via 5mila euro e o gioielli.

Mercoledì la polizia di Modena ha annunciato, a poche settimane da questo grave episodio criminale, di aver ottenuto la custodia cautelare in carcere per i tre autori della rapina in casa, i domiciliari per un complice e la denuncia per la sua compagna. «Un’operazione brillante compiuta i tempi rapidissimi – ha commentato il procuratore capo di Modena, Lucia Musti –. Voglio elogiare pubblicamente la squadra mobile per il lavoro svolto. È un segnale importante perché è uno di quei reati che allarmano la comunità».

I destinatari del provvedimento cautelare firmato dal gip Eleonora Pirillo su richiesta del pm Pasquale Mazzei sono accusati di aver rapinato una novantenne nella sua casa di Modena, con l'espediente di dover fare lavori di idraulica, il 28 settembre scorso. Per questa ragione la polizia di stato ha eseguito ieri all’alba le misure di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro giovani di origine campana che, dopo aver immobilizzato la vittima, le avevano preso cinquemila euro in contanti e vari gioielli, provocandole anche ferite per sette giorni di prognosi. Gli arrestati - A.B.,38 anni; S.F., 25; G.D.R., 51 e P.A., 47 - sono tutti residenti a Modena e hanno precedenti di polizia. Per la coppia di complici residenti a Rubiera sono stati disposti i domiciliari per lui e una denuncia per lei.

La rapina è avvenuta in viale Gramsci, zona da tempo oggetto di attenzione investigativa da parte della Polizia. Nel corso dell'esecuzione delle misure sono stati sequestrati oggetti riconducibili alla rapina e una casacca fluorescente con la scritta “polizia municipale”. Nessuna traccia invece del bottino.

Il colpo è stato studiato: lo dimostra la cura dei preparativi che sono poi risultati inutili: prima di entrare in azione i tre sono andati in un magazzino di idraulica e hanno comperato materiale vistoso lasciandolo in vista su un’auto per rendere più verosimile la scena. Poi, di mattina, hanno suonato al campanello della 90enne. Uno di loro si è fatto avanti dicendole che doveva fare urgenti lavori di idraulica per il condominio, ma l’anziana è rimasta a casa.

Nel pomeriggio, altro tentativo andato a vuoto. Alle 16.30 l’irruzione di altri due. I banditi hanno immobilizzato l’anziana tenendola per i polsi e le gambe e tappandole la bocca. Poi mentre uno svuotata l’armadio coi 5mila euro e le gioie, l’altra la teneva ferma tanto da procurarle le lesioni poi medicate al policlinico e giudicate guaribili n sette giorni. Le urla e la fuga hanno attirato l’attenzione del vicinato che, come è noto, in viale Gramsci è molto sensibile al tema sicurezza.

In questo modo la squadra mobile condotta da Marcello Castello ha potuto raccogliere numerose testimonianze importanti. Le indagini si sono indirizzate presto sull’idraulico di fiducia che non è coinvolto nei colpi, ma avrebbe però fatto fa basista e autista. Poi sono stati recuperati i video e infine le intercettazione li avrebbero inchiodati.

Nel frattempo la polizia ha tenuto il fiato sul collo dei membri della presunta banda: quattro napoletani e un emiliano residenti tra Modena e Rubiera. Alcuni sono stati anche interrogati. Alla fine, il sostituto procuratore Mazzei ha ritenuto che fossero necessarie misure coercitive come l’arresto a Sant’Anna. Del bottino, come detto, non è stata trovata traccia.

Il sospetto è che i soldi e i gioielli siano stati portati a Napoli nel corso di una gita da parte di alcuni indagati.

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