Uccide i figli: si indaga sulle cure alla madre

di Enrico Lorenzo Tidona

Deciso il carcere per Antonella Barbieri. La Procura acquisisce le precedenti cartelle cliniche

REGGIO EMILIA. La Procura ha acquisito le cartelle cliniche dei precedenti ricoveri per problemi psichiatrici di Antonella Barbieri. Una traccia investigativa che serve per verificare la storia medica della donna indagata per il duplice omicidio dei figli, avvenuto il 7 dicembre. La madre resta inoltre agli arresti in ospedale, piantonata dalla polizia penitenziaria, e quando i medici la dimetteranno dovrà andare in carcere. È questa la prima conseguenza giudiziaria del terribile duplice delitto messo in atto dalla donna di 39 anni della Bassa reggiana e residente a Suzzara, già colpita in passato da «un grave disagio psichico», come descritto dal giudice per l’indagine preliminare Giovanni Ghini nel dispositivo con il quale ieri ha convalidato l’arresto in carcere.

La donna, infatti, disse subito agli psichiatri chiamati d’urgenza dai medici del pronto soccorso di Reggio «di aver fatto male ai bimbi». Lo scorso ottobre aveva subito peraltro un trattamento clinico a causa di deliri visivi e acustici: avvertiva presenze e necessitava di un aiuto psichiatrico. Le cartelle di questo lungo trattamento avvenuto nel Mantovano sono state quindi acquisite dalla Procura, che sta cercando di ricostruire i patimenti della madre prima del duplice delitto, per individuare iter medici ed eventuali responsabilità. Fari accesi quindi sul primo ricovero all’ospedale di Casalmaggiore e sulle cartelle cliniche della struttura di Pieve di Coriano, al quale seguirono cure in un centro di Suzzara.

A mettere il primo punto fermo è stata quindi l’udienza di convalida, svoltasi alle 9.30 del mattino in una stanza dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, dove la donna è ricoverata. Un viavai di giornalisti, avvocati, forze dell’ordine davanti alla porta chiusa del reparto di rianimazione, nel quale il gip Ghini ha interrogato la donna, la quale si è avvalsa della facoltà di non rispondere.

I reati contestati hanno le aggravanti che contemplano, in entrambi i casi, la pena dell’ergastolo. Il pm Maria Rita Pantani ha contestato la premeditazione nel secondo omicidio, quello del piccolo Lorenzo Zeus, cinque anni, ucciso con un coltello lungo oltre 20 centimetri, trafitto al cuore per mano della madre che gli aveva scoperto il torace. Il bimbo è stato trovato accanto alla madre nell’auto in golena a Luzzara, già morto, sotto una coperta, con la donna che si era inflitta un fendente non letale al polmone, motivo del suo ricovero.

La piccola Kim, due anni appena, è stata trovata invece senza vita nel letto matrimoniale della casa di Suzzara, coperta da due cuscini con i quali sarebbe stata soffocata. Qui è la parentela a fungere già da eventuale aggravante.

L’ospedale, intanto, per bocca del dottor Francesco Vercilli, ha diffuso sempre ieri mattina un nuovo bollettino medico sulle condizioni della donna, che resta in terapia semi-intensiva, sotto stretto monitoraggio assistenziale e strumentale e di consulenze specialistiche. «Siamo abbastanza ottimisti, la prognosi rimane riservata però il fatto che le condizioni rimangano stabili ci fa ben sperare che tra qualche giorno si possa sciogliere – ha detto il medico, accompagnato dal direttore sanitario Giorgio Mazzi –. Dal punto di vista psicologico è abbastanza provata». La donna non cerca i famigliari; non può nemmeno incontrarli in stanza su disposizione della Procura, che impone una sorta di isolamento. La volontà stessa della donna, però, sembra chiara: ieri mattina si è presentata infatti anche un’altra avvocatessa, inviata dalla madre dell’indagata. Antonella Barbieri però ha rifiutato il cambio di legale preferendo l’attuale difensore, la reggiana Federica Ghesini, che si è trincerata dietro un no-comment seguito da quello della Procura all’uscita dall’udienza in ospedale. L’unica affermazione da parte del pm Pantani riguarda l’autopsia sui corpi delle due vittime. «Non è stata ancora disposta». Questo, probabilmente, segue l’impasse sulla competenza tra le due Procure, quella di Reggio e quella di Mantova, che stanno procedendo al momento su binari paralleli in attesa di sapere quale sarà la decisione del giudice Ghini. In teoria, seguendo il principio di continuazione dei reati, il fascicolo reggiano dovrebbe prendere la strada verso Mantova, perché il primo omicidio è avvenuto nella casa di Suzzara. Il pronunciamento sbloccherebbe l’autopsia, necessaria per indicare con precisione l’ora esatta degli omicidi dei figli di Antonella e Andrea Benatti, sentito a Mantova come persona informata dei fatti.

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