Delitto di Canali, i vicini: «Ogni tanto sentivi nell’appartamento le urla della sorella»

Nel condominio di via Bologna sapevano dei frequenti litigi. «Ma Franco è un buono e usciva di casa, invece stavolta...»

REGGIO EMILIA. Nessuno, ma proprio nessuno – nel condominio a faccia vista al civico 10 di via Bologna, a Canali – riesce a credere che Franco sia arrivato a tanta ferocia. Nel palazzo lo chiamano familiarmente solo per nome, perché Govi ha sempre avuto un ruolo positivo, rendendosi utile in ogni maniera per la manutenzione dell’edificio, in accordo con l’amministratore.

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«È buono come il pane» ci dicono alcuni condomini che lo descrivono come un «uomo mansueto, per certi versi timido, di poche parole quando l’incontri in ascensore». I due fratelli risiedono in quel condominio dalla fine degli anni Novanta, praticamente sono stati fra i primi acquirenti.

Comunque che vi fosse del trambusto all’interno dell’appartamento al terzo piano era più che noto fra i residenti: «Ogni tanto sentivi qualche urlo – racconta un condomino – ed era sempre la voce della sorella. Sinceramente non avevo nemmeno l’impressione che fosse un vero e proprio litigio, sta di fatto che Franco l’ho sempre sentito reagire alla stessa maniera. Usciva di casa senza replicare, con un Adès a vag che mi ha sempre dato l’idea di un uomo che ha solo voglia di lasciar perdere in quelle situazioni. Mai le mani addosso, neanche uno schiaffo. Non era certo una famiglia da denunce. Eppure la mattina di Natale è accaduta questa cosa orribile...».

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L’esistenza dei due fratelli Govi è all’insegna della massima riservatezza: non sono mai state notate assenze per vacanze («Sono sempre stati un po’ come il nostro antifurto»).

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Lei usciva pochissimo da quell’appartamento («L’avrò vista 3-4 volte da quando abito qui, cioè da quasi vent’anni» sottolinea un vicino di casa), mentre il fratello per i lavoretti che ha sempre fatto per il condominio è sempre stato più in contatto con i residenti.

Davanti al taccuino spuntano anche i servizi sociali: «Che fossero seguiti dai servizi sociali è noto a tutti – rimarca un altro condomino – e nel palazzo si è sempre parlato di un esaurimento nervoso che da tempo affliggeva la sorella Franca. Ma è difficile dire cos’abbia pesato in questa tragedia».(t.s.)

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