Reggio Emilia, muore in vacanza il 68enne Silvio Riccò, dirigente di basket

di Riccardo Bellelli

Viveva le partite a bordo campo come e più dei giocatori. Era famoso anche per le sue liti “passionali” con gli arbitri 

REGGIO EMILIA. Lutto nel mondo del basket reggiano. Nella notte di venerdi si è spento durante una vacanza all’estero Silvio Riccò, storico dirigente della Jolly e poi del Basket 2000. Aveva 68 anni, la maggior parte dei quali dedicati al basket che era una delle sue grandi passioni.

Nella sua lunga militanza nel mondo della pallacanestro aveva svolto anche il ruolo di arbitro, categoria con cui ha poi avuto un rapporto contrastato diventando famoso per le sue proteste dettate dal suo carattere decisamente passionale.

Proprio la sua passione però, insieme all’amore per le sue squadre, lo hanno reso un personaggio conosciuto e ben voluto da tutti.

Era uno che le partite le viveva a bordo campo come e più dei giocatori nel rettangolo di gioco, ma che dopo il fischio finale sapeva animare con la sua allegria e le sue battute il dopo partita sia in palestra che a tavola.

Era un punto di riferimento per il Basket 2000 per il quale seguiva le formazioni del vivaio e per il comitato organizzatore del Gnaker, il noto torneo estivo.

Umberto Messori, con cui ha lavorato a tanti progetti fianco a fianco, lo ricorda così: «Era sanguigno e generoso, sempre disponibile, da 40 anni era nel basket e con lui scompare quel genere di persone che sono fondamentali per portare avanti lo sport di base».

Costernato anche il presidente Giorgio Bertani: «Quando l’ho saputo, sono rimasto basito. Un personaggio sopra le righe, straordinario, una grande perdita. Per ricordarlo abbiamo chiesto alla federazione di poter fare un minuto di silenzio prima della partita di oggi contro Padova al PalaRegnani».

A testimoniare l’affetto e la stima che c’era intorno a lui i tanti ricordi scritti su Facebook da amici del mondo dello sport e non solo, visto che era una persona estremamente attiva, coinvolta in tanti progetti.

Uno per tutti, quello scritto da Massimo Punghellini che lo ha salutato usando una punta di ironia sul suo rapporto con gli arbitri, una cosa che Silvio Riccò avrebbe sicuramente apprezzato visto il suo carattere allegro e sempre pronto alla battuta: «Silvio!!!!... Sei riuscito a farti espellere anche nella partita più importante!... Stavolta però è davvero ingiusto, perché non sei riuscito nemmeno a protestare come al solito contro quell’arbitro della vita che, “ergendosi protagonista”, ha scelto per te il momento dei saluti. Ciao Silvio Riccò... questo il mio saluto, con l’affetto di chi ha vissuto con te momenti sportivi indimenticabili in amicizia».

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