Reggio Emilia, l'ex Br Paroli: "Quella specie di leghista non si permetta di propormi punizioni"

Loris Tonino Paroli, ex brigatista reggiano, risponde al leghista Gianluca Vinci che aveva sollevato polemiche per la sua partecipazione al corteo di Reggio sui fatti di Macerata

REGGIO EMILIA. "Dopo aver fatto 16 anni di galera solamente per il cosiddetto reato di “associazione Sovversiva” e quindi sono uscito da quelle prigioni nel 1991 dove nel documento di uscita c’era scritto: fine pena! (tenendo presente che quando è morto mio figlio non mi hanno nemmeno portato al funerale). Quindi di pene da scontare non è ho più!"

Esordisce così Loris Tonino Paroli, ex brigatista reggiano, in risposta alla polemica sollevata dal leghista Gianluca Vinci. L'esponente del Carroccio aveva criticato aspramente la partecipazione dell'ex Br al corteo reggiano organizzato dalla sinistra dopo il raid xenofobo di Macerata.

"In questi 27 anni - prosegue Paroli - da cosiddetta persona libera, non ho subito nessuna accusa di reato. Quindi nessuno si deve permettere di propormi delle punizioni come ha fatto sul giornale quella specie di leghista dove dice che non dovrei più parlare in pubblico … Ma cosa dici leghista, cerca di slegarti!

Io mi batterò sempre contro le guerre (l’Italia spende per le guerre umanitarie da 80-100 milioni di € al giorno) e sarò sempre contro tutte le privatizzazioni della Sanità della Scuola dell’Acqua e dell’Energia elettrica, del gas, ecc.

Queste determinazioni debbono rimanere pubbliche perché se entrano nel mercato il mercato ha un limite, non produce per chi ha bisogno, ma produce per chi può acquistare (abbiamo milioni di tonnellate di cereali invendute e mezzo pianeta muore di fame, solo a Reggio Emilia ci sono 44 mila appartamenti in vendita e c’è gente che non ha la casa ecc …) e quindi mi batterò anche per i diritti e doveri per tutti e contro il razzismo …

Mi viene in mente una frase di Mao in cui dice: “Se il nemico ti attacca sei sulla strada giusta e se ti dipinge delle peggiori tinte meglio ancora perché ciò significa che hai tracciato una netta linea di demarcazione tra te e il nemico”. Se poi il nemico è un poverino … non vale nemmeno la pena ricordagli i crimini tipo quello di sparare a degli stranieri".