Morto “Giankarlo con la k”, presentatore e giornalista

di Giuseppe Galli

Reggio Emilia: Giancarlo Cosci aveva 84 anni. Fondò Radio Onda 1 e lavorò in tv a Retemilia. Negli anni Novanta intraprese anche l’attività di pittore, oggi alle 15.45 il funerale

REGGIO EMILIA. È stato un uomo di spettacolo a 360 gradi, cominciando da giovanissimo come presentatore nelle balere e concludendo la sua carriera con una trasmissione che portava il suo nome, che aveva come scenario la piscina del Marabù. In mezzo, Giancarlo Cosci, in arte “Giankarlo con la k”, ha lavorato in radio, ne ha aperta una sua, ha gestito locali, è diventato giornalista sportivo e un volto conosciuto del piccolo schermo, tramite le trasmissioni dedicate alla Reggiana che conduceva a Retemilia. Una passione, quella per i colori granata, che aveva saputo trasformare nella sua professione.

Giancarlo Cosci amava anche dipingere e, all’inizio degli anni Novanta ha iniziato una importante produzione di quadri che lo hanno anche portato a realizzare una personale a Votigno. Ma una delle attività che preferiva era quella di nonno: aveva 50 anni quando nacque il primo dei suoi cinque nipoti, tutti maschi, e per lui era una gioia occuparsi di loro e vederli crescere.



La sua carriera artistica è iniziata negli anni ’60, come presentatore, e lì è nato il nome d’arte “Giankarlo con la k”, che lo ha accompagnato per il resto della sua vita. Nel 1975 approdò a Radio Centrale e, nel 1982, aprì Radio Onda 1 insieme alla socia Luisa Ferrari. Trasmetteva dallo stabile del ristorante Amarcord, al Buco del Signore. A Retemilia, oltre a occuparsi della Reggiana – che in quegli anni era in serie A – aveva anche una trasmissione tutta sua, “La piscina di Giankarlo”, che girava ogni giorno nella piscina della discoteca Marabù, di cui era socio il suo amico fraterno Sandro Gasparini.

Giancarlo Cosci lascia la moglie Giancarla, i figli Stefano e Alessandra, i cinque nipoti, nuora, genero, fratelli e sorella. Il funerale verrà celebrato oggi alle 15.45 con partenza dall’obitorio del Santa Maria Nuova per la chiesa di San Pellegrino, quartiere dove ha sempre vissuto.

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