Chiudono in un anno 1.607 artigiani in tutta la provincia

Sono scese a 18.977 le attività iscritte nel registro  Secondo la Camera di Commercio la decrescita è costante

REGGIO EMILIA. È sceso sotto le 19.000 unità, a fine 2017, il numero delle imprese artigiane della provincia di Reggio Emilia con un saldo negativo di 147 unità. Nel corso dell’anno passato sono state 1.460 le iscrizioni nel registro imprese camerale a fronte di 1.607 aziende che hanno espresso la volontà di non proseguire l’attività e gli artigiani reggiani si sono fermati a quota 18.977, registrando una flessione dell’1,3%.

Ormai da dieci anni la provincia di Reggio Emilia, secondo quanto emerge dalle elaborazioni dell’ufficio studi della Camera di commercio, registra una continua flessione nel numero di imprese artigiane che nel 2007, anno in cui hanno raggiunto la consistenza maggiore, erano 22.653. Nel 2017 hanno mostrato una maggior dinamicità alcuni settori dell’universo dei servizi, in particolare quelli rivolti alla persona: barbieri, parrucchieri ed istituti di bellezza sono cresciuti complessivamente del 2,9%, mentre i servizi di assistenza sociale non residenziale sono passati dai 12 del 2016 ai 37 del 2017.

In crescita anche le imprese artigiane che svolgono attività di servizi per gli edifici (servizi di pulizia generale +9,3%) e di cura e manutenzione del paesaggio, inclusi parchi, giardini e aiuole, che in un anno sono cresciute di 16 unità raggiungendo le 227 imprese. Saldo positivo, ma con numeri molto limitati, anche i servizi di informazione e comunicazione (+1,1%) e, in particolare, le attività dei servizi connessi alle tecnologie dell’informatica. In aumento del 3,2% anche le attività artistiche, sportive e di intrattenimento e in lieve crescita (+0,6%) anche le attività agricole, limitatamente alle attività di supporto alla produzione vegetale.

I settori che rappresentano la quota maggiore dell’artigianato, le costruzioni (48,6% del totale artigiani) e il manifatturiero (22,5%), sono invece ancora in sofferenza. Le riduzioni più consistenti interessano soprattutto i due comparti più forti: le aziende del settore edile si sono ridotte, nel 2017, di 211 unità, scendendo così a 9.222 (-2,2%), mentre il manifatturiero, con una flessione dello 0,4%, è passato da 4.284 a 4.268 imprese.

In calo anche le imprese artigiane che operano nel trasporti e magazzinaggio, che in un anno si sono ridotte di 69 unità e hanno registrato una contrazione del 6,3%.

In diminuzione, infine, le attività professionali, scientifiche e tecniche (-1,1%) e quelle di ristorazione (-0,7%).