Spazio anche ai giovani e agli appassionati

In piazza Scapinelli gli artisti emergenti. All’ex Aci e alla Galleria Parmeggiani sei progetti dall’Europa

REGGIO EMILIA. Fotografia Europea non si dimentica degli artisti emergenti. Il nuovo Spazio U30Cinque (in piazza Scapinelli) ospiterà tre mostre, a cura di Daniele De Luigi, dedicate ai giovani fotografi. La prima è “Activism”, ovvero la open call di Giovane Fotografia Italiana, giunta alla sesta edizione, che presenta le ricerche di sette artisti selezionati su 136 candidati da una giuria internazionale composta da Carine Dolek, Shoair Mavlian e Daniele De Luigi; al centro l’indagine sui modi di usare l’immagine fotografica come forma di attivismo. “Saggio sulla cecità” è una riflessione a tre voci (Federica Landi, Emeric Lhuisset, Ana Catarina Pinho) sul tema migratorio, prodotta in occasione della sedicesima Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo. Infine “Energia Potenziale”, la ricerca dedicata alle ex Officine Reggiane e ai ponti di Calatrava dal duo Calori & Maillard.

L’altra chiamata alle armi della fotografia è quella della Public Call: su 300 progetti arrivati da tutta Europa, i migliori sei saranno esposti nello spazio ex-Aci di via Secchi 11 e nelle stanze della Galleria Parmeggiani. Con “Non dite che siamo pochi”, Umberto Coa costruisce una storia di finzione che fa riferimento a eventi reali e che si sviluppa all’interno dell’insurrezionalismo anarchico. In “Feed us”, Nicolò Panzeri riflette sul tema dell’alimentazione e su come l’uomo abbia plasmato l’industria alimentare a sua immagine e somiglianza. Partendo da una fase di ricerca sul piano storico, economico e sociale, “Charlie surfs on Lotus Flower” di Simone Sapienza è una riflessione personale, attraverso metafore e simboli, sulla società vietnamita, circa quarant’anni dopo la storica vittoria dei Vietcong contro gli Stati Uniti.

Il duo Andrea e Magda documenta, con “Birth of Utopia”, la nascita di Rawabi, il primo insediamento della Cisgiordania, appositamente costruito per i Palestinesi a nove chilometri da Ramallah e a venti da Gerusalemme. Il progetto “Motherland” di Danila Tkachenko è stato realizzato in alcuni villaggi abbandonati nelle campagne della Russia, in cui gli oggetti e le strutture non sono più funzionali e non possono essere restaurati. Il lavoro dell’artista analizza lo stato di abbandono delle comunità rurali russe, iniziato con il processo di collettivizzazione del 1928-1937.

Alla Galleria Parmeggiani, Francesca Catellani propone “Memories in Super8”, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei, una serie fotografica che si focalizza sui cambiamenti socio-antropologici, di pensiero, ma anche architettonici e di costume avvenuti in Italia e in Europa tra il 1970 e il 1980, ovvero gli anni di piombo del terrorismo italiano e della crisi economica, ma anche delle filosofie legate alla rivoluzione della cultura hippie e alla rinascita degli anni ’80, caratterizzata da edonismo, moda e consumi di massa.

Non mancherà l’appuntamento con il Circuito Off, che ogni anno di più testimonia la passione dei cittadini per la fotografia e per il Festival. La vetrina creativa – aperta a professionisti, semplici appassionati e fotografi emergenti – prevede oltre 300 esposizioni ed eventi indipendenti e autogestiti, promossi da gallerie, associazioni, soggetti pubblici e privati, disseminati sul territorio cittadino ma anche quello provinciale. A breve si potrà trovare l’elenco completo delle esposizioni su www.fotografiaeuropea.it. Come sempre sarà anche distribuito un depliant cartaceo, con tanto di mappa. (m.r.)