La crisi del sistema Emilia, «La cooperazione? Adesso vota la Lega»

di Roberto Fontanili

Reggio Emilia: Vinci, neodeputato e segretario emiliano del Carroccio: «Chi non è rimasto soddisfatto dal Pd ha scelto di puntare su di noi»

REGGIO EMILIA Tra le due Leghe, seppur diverse, c’è disponibilità al dialogo. Alla disponibilità al confronto con tutte le forze politiche proposta dal presidente Legacoop Emilia Ovest, Andrea Volta, la Lega di Salvini non si sottrae. A dirlo è il neo deputato reggiano Gianluca Vinci, segretario emiliano del Carroccio, che all’indomani delle dichiarazioni del presidente Andrea Volta al nostro giornale risponde che «la Lega dialoga con tutti, senza alcuna chiusura ideologica». 
Ma qualche distinguo e qualche paletto lo mette, rivendicando «che a Reggio, a differenza di altri territori, c’è stato un passaggio diretto di voti dal Pd alla Lega». 
 
Onorevole Vinci come vi rapporterete con una realtà come è Legacoop? 
«Siamo consapevoli che Legacoop rappresenti ancora una realtà importante, nonostante i problemi mostrati in questi anni dalla cooperazione, a partire da Reggio. Quindi il dialogo è possibile e nell’interesse dei cittadini».
 
Il presidente Legacoop Volta sostiene che il sistema Emilia non è finito. Qual è il suo giudizio? 
«Il sistema Emilia non è finito, ma negli ultimi sei anni, dal 2012 a oggi, ovvero dal fallimento della Cooperativa Muratori Reggiolo in poi, ha dimostrato di avere dei grossi problemi. Nessuno auspica che sia finito e che dei lavoratori perdano il loro posto di lavoro, ma sicuramente si poteva fare e si dovrà fare qualche intervento per migliorare il mercato e non solo per le cooperative ma per tutte le imprese. E su questo siamo disposti a dialogare con tutti». 
 
In questi anni, il sistema cooperativo a Reggio ha operato in una situazione di monopolio? 
«Nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture dal 1990 agli anni 2000 abbiamo visto un monopolio delle cooperative, almeno nella provincia di Reggio, e questo sicuramente non è stato un dato positivo per la concorrenza e le altre imprese». 
 
Ha inciso sul voto la crisi del sistema cooperativo? 
«In Emilia, i dati del voto hanno mostrato che c’è stato un salto diretto dal Pd alla Lega, mentre in altre realtà ci sono stati passaggi intermedi prima al M5s e successivamente alla Lega. Siamo consapevoli che una fetta del nostro elettorato viene da quel mondo, che sicuramente ci ha premiato perché non era soddisfatto della dirigenza e delle politiche del Pd. E ci sono anche degli ideali positivi portati avanti dalla sinistra che sono condivisibili». 
 
Il vostro partito si impegnerà perché soci e lavoratori recuperino i risparmi andati in fumo con il fallimento di alcune cooperative reggiane? 
«Assolutamente no. Noi siamo impegnati in prima fila per rispondere a coloro che sono stati truffati dal sistema bancario. Chi ha subito perdite nelle cooperative va considerato come chi ha subito una perdita in una libera impresa privata».
 
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