Coop Alleanza chiude il 2017 con una perdita di 37 milioni

I supermercati della più grande coop italiana finisco l'anno in rosso: "Non tutti gli investimenti fatti hanno dato i risultati attesi". I vertici rilanciano con il piano strategico al 2019 e puntano a ridurre i costi. Bene le vendite online

REGGIO EMILIA  "Non tutti gli investimenti fatti hanno dato i risultati attesi". E' principalmente questo il motivo che ha portato in rosso per 37 milioni di euro il bilancio 2017 di Coop Alleanza 3.0, il colosso dei supermercati nato nel 2016 dalla fusione di Coop Adriatica, Coop Nordest e Coop Estense.

Una perdita "sostanzialmente in linea con quanto previsto" scrive la coop che conta 2,2 milioni di soci, che aveva chiuso il 2016 con un utile di 6,6 milioni di euro.

Le vendite, scrive Coop Alleanza ai soci, "sono in aumento, grazie al contributo di EasyCoop e della rete del franchising, ma non tutti gli investimenti fatti hanno ancora dato i risultati attesi". Non solo: "Al momento specifico, va considerata la situazione economica nazionale e internazionale, i piani di sviluppo a lungo termine dell’azienda e le vicende passate che l’hanno interessata".

Al centro delle assemblee territoriali ci sarà ancora il piano strategico 2017-2019, che "prevedeva numerosi investimenti per lo sviluppo della cooperativa, mettendo in conto una perdita in attesa di segnali incoraggianti dai progetti intrapresi. Abbiamo affrontato lunghe e complesse ristrutturazioni dei negozi e rinnovato gli assortimenti per rispondere ai nuovi bisogni di soci e clienti".

Un primo dato su cui riflettere resta per la perdita di -37 milioni di euro. I vertici parlano di costi che "sono ancora alti e lavoreremo per migliorare l’efficienza e ridurre gli sprechi, razionalizzando a esempio le sedi. Quello che invece non faremo è indietreggiare su legalità e rispetto dei lavoratori, che sono e rimangono un nostro tratto distintivo".

Parliamo si un sistema complesso, composto da 94 cooperative di consumatori, di cui 7 grandi. Con oltre 400 negozi Coop Alleanza 3,0 è presente da nord a sud in dodici regioni: Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Sicilia e, tramite società controllate, anche in Trentino, Lazio e Campania.

"La nostra Cooperativa è solida, lo dicono tutti gli indici economici e finanziari previsti per il nostro istituto: liquidità, immobilizzo, patrimonio netto e debito verso soci sono ampiamente nei limiti previsti dalla legge e sono costantemente tenuti sotto controllo" ci tiene a precisare nella nota pubblica la coop.

Focus poi sul prestito sociale, motore finanziario del sistema cooperativo, che si è sempre considerato una cassaforte in quanto ad affidabilità: "La consistenza del patrimonio e delle vendite della Cooperativa rispetto all’ammontare del prestito sociale, l’ampio rispetto del vincolo di liquidità e il basso grado di immobilizzo sono elementi che sottolineano la costante attenzione della Cooperativa per mantenere il prestito raccolto presso i propri soci sempre ai massimi livelli di garanzia e solidità.

Sul Prestito sociale la Cooperativa rispetta tutti i vincoli previsti. La legge richiede che l’ammontare del Prestito non superi il Patrimonio di più di 3 volte. Siamo attorno a una volta e mezzo, ben al di sotto del livello massimo.

Il Regolamento prevede che almeno il 40% dei fondi derivanti dal Prestito sociale dovrà essere sempre mantenuto liquido o in attività prontamente liquidabili. Nel 2017 la liquidità della Cooperativa è pari a ben il 103,73% ossia ampiamente sopra il livello minimo richiesto.

Il regolamento prevede poi che non più del 30% del prestito raccolto tra i soci possa essere immobilizzato in attrezzature, impianti, partecipazioni in società non quotate su mercati regolamentati e immobili . Nel 2017 il grado di immobilizzo è pari a 4,52%, ben inferiore al limite massimo consentito".