Dopo Italia-Israele, «Reggio, un modello per gli altri stadi»

di Massimo Sesena

Il questore Isabella Fusiello: «Ora ci aspettano altre sfide, ma siamo pronti». Il sindaco Luca Vecchi: «Decisivo il gioco di squadra»

REGGIO EMILIA. «Anche in questo modo, rendendo godibile alle famiglie un grande evento come la partita della nazionale di calcio, si fa politica sportiva. Reggio ha superato anche questo esame e non a caso sarà tra le città che nel 2019 ospiteranno le fasi finali degli Europei Under 21 nel 2019».

È senza dubbio soddisfatto il sindaco di Reggio Luca Vecchi che però ci tiene a sottolineare come tutto ciò sia il frutto di un imponente e rodato lavoro di squadra. una squadra che ha nel questore Isabella Fusiello il suo giocatore più importante. Invero, si fatica non poco per strappare alla dottoressa Fusiello un bilancio di quella serata alla responsabile dell’Ordine pubblico.

E soprattutto perché... non c’è il tempo di fermarsi: Reggio e lo stadio di Reggio sono attesi a stretto giro ad altre prove, in vista delle quali si sta già lavorando. Prima il derby con il Modena, lunedì sera, poi la prima in Europa League dell’Atalanta, contro gli inglesi dell’Everton di Wyne Rooney, il giovedì immediatamente successivo (in orario classico da Europa League, alle 19) .

E infine, domenica 17, all’ora di pranzo, Sassuolo-Juventus.

Dottoressa, partiamo dalla partita della nazionale. Nessuno nega che la gestione dell’ordine pubblico sia stata pressoché perfetta. E non era scontato...

«No, il risultato finale non era per nulla scontato ma credo che sia frutto di un lavoro interistituzionale periodico che facciamo da tempo su problematiche di questo tipo».

Diceva di un lavoro dal risultato non scontato. Per via dell’avversario dell’Italia e delle implicazioni politiche?

«Certamente ma non per quello che si poteva in un primo momento ipotizzare. Avevamo segnali di una protesta antisraeliana e dai contorni anche antisemiti che avrebbe potuto scoppiare all’interno dello stadio. Tenete conto che nella partita dell’andata ad Haifa si insinuarono nello stadio esponenti di frange di estrema destra che fecero il saluto con braccio teso...».

Stavolta invece, cosa poteva succedere...

«Poteva esserci una protesta più eclatante di quella annunciata dei cartellini rossi, con striscioni e cori che per fortuna siamo riusciti a evitare. È andato tutto bene insomma, ma il merito , va suddiviso tra diversi attori».

Ora però non c’è il tempo per rilassarsi. Arrivano il derby tra Reggiana e Modena , poi subito dopo la partita Atalanta-Everton di Europa League e infine Sassuolo-Juve. tutto in una settimana...

«La partita che preoccupa di più è quella tra l’Atalanta e l’Everton. Ma io ho già incontrato i tifosi dell’Atalanta e credo che con loro si possa instaurare un dialogo costruttivo anche per le partite che verranno».

Dialogo sembra essere la parola d’ordine anche verso gli ultrà granata...

«È l’orientamento dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive: quello di dare fiducia. E di toglierla qualora venga tradita, punendo duramente chi sgarra».

Possiamo parlare di un modello Reggio?

«Sì, quello di Reggio è già diventato un modello per altre realtà e altre manifestazioni».

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