Gli inglesi a Reggio resistono un tempo

di Massimo Sesena

Con Rooney e C. sotto di tre gol contro l’Atalanta, i tifosi dell’Everton hanno cominciato a lasciare lo stadio dopo 45 minuti

REGGIO EMILIA. Alla vigilia era questa la seconda prova più difficile per lo stadio di Reggio. Dopo la partita tra la nazionale azzurra e quella di Israele era la partita d’esordio per l’Atalanta in Europa League a destare le maggiori preoccupazioni sotto il profilo dell’ordine pubblico. Più del derby tra la Reggiana e il Modena e più della partita che domenica all’ora di pranzo metterà di fronte - sempre al Città del Tricolore - la Juventus e il Sassuolo.

Alla vigilia di questo match che ha segnato il ritorno degli orobici a una competizione europea dopo 27 anni, più degli ultrà che erano arrivati a Reggio per sostenere l’Everton, a preoccupare erano probabilmente i tifosi dell’Atalanta con cui tuttavia il questore di Reggio Isabella Fusiello aveva avuto dei contatti che le avevano permesso di instaurare un dialogo. Un dialogo che ieri ha dato i suoi frutti, anche per via dell’alleanza tra i supporter nerazzurri e quelli granata della Reggiana, come testimoniano i messaggi che alla vigilia del match giravano sui social network. A Reggio in pace gli ultrà nerazzurri. E pacificamente - anche perché guardati a vista da quattro bobby in borghese arrivati direttamente da Liverpool - anche quelli dell’Everton. Invero, almeno fino al terzo gol dell’Atalanta ai danni della squadra di Rooney, tutto è andato come previsto, confermando anche una peculiarità della gestione reggiana di questo genere di partite: il coinvolgimento delle municipalizzate e delle aziende partecipate nella gestione dell’ordine pubblico. «Alla fine - ha sottolineato il questore - questo è il risultato di un lavoro corale che rende davvero un esempio l’esperienza dello stadio Reggio. In questa occasione, poi abbiamo avuto a che fare con una società davvero modello, l’Atalanta, che ci ha dato la massima collavorazione».

Non solo polizia, quindi, ma - dopo il debutto dei camion di Iren per il match tra il Sassuolo e la Stella Rossa nella stagione scorsa - ieri sono entrati in scena i jumbo-bus di Seta, quelli che abitualmente trasportano i nostri studenti e che ieri hanno “tradotto” gli ultrà dell’Everton fin dentro lo stadio.

Più complicato , poi, l’esodo dei tifosi, soprattutto quelli di sponda inglese che, dopo la terza scoppola in 45 minuti ad opera di una scatenata Atalanta, all’intervallo hanno cominciato ad abbandonare in massa il “Città del Tricolore”, mettendo i gestori dell’ordine pubblico di fronte a un fatto invero abbastanza annunciato: «Per la verità - racconta il questore - i quattro poliziotti inglesi arrivati al seguito dei tifosi ci avevano avvisato: se la partita si mette male, i tifosi lasciano lo stadio, perché sono da tempo in rotta con la società».

Una diaspora senza preavviso che tuttavia alla fine le forze dell’ordine nel loro insieme - il reparto mobile della polizia di Stato, i carabinieri, la guardia di finanza e la polizia municipale - sono riuscite a controllare nonostante riguardasse un area estremamente vasta di Reggio, che andava dall’area attorno allo stadio fino quella vicina alle due stazioni ferroviarie e per arrivare al centro cittadino, dove i tifosi inglesi hanno passato gran parte della vigilia del match rifocillandosi (anche di alcol) al mercatino francese di piazza della vittoria e dove qualche tifoso si è riversato, magari alla ricerca di un bar che lo consolasse.

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